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Pipo Hernández Rivero

Nato a Telde,nel 1966, l’artista ha partecipato a esposizioni collettive e personali in diverse gallerie di Madrid, Barcellona, Tenerife, Palma di Maiorca, Berlino e Milano. Ha partecipato alla Biennale delle Isole Canarie, ed è stato scelto per rappresentare la Spagna alla Biennale di La Havana.
Il suo lavoro può essere trovato nelle collezioni di el CAAM, Centro Atlántico de Arte Moderno, il TEA, Tenerife Espacio de las Artes, o il ARTIUM Museo, così come in diverse collezioni private.
Il lavoro di Pipo Hernandez Rivero pone domande su “verità culturali universalmente accettate”. Partendo da immagini e concetti ancorati nella memoria della cultura moderna, sia i suoi dipinti che le installazioni si muovono nel territorio di indagine culturale, collegando testi ed immagini attraverso quest’indagine culturale caratterizata da una struttura binomiale.
L’utilizzo del testo nel lavoro ha un significato particolare nel lavoro di Hernandez Rivero. Il fatto che la presenza di testi è una parte considerevole dei suoi dipinti delle installazioni denota un interesse in questo tipo di “materiale espressivo”, tuttavia ad una più attenta lettura ci si rende conto che, nella maggior parte dei casi, le frasi sono in gran parte lingue sconosciute o linguaggi d una subcultura occidentale.Questa associazione di immagini famigliari a linguaggi testuali incomprensibili è proprio il fulcro della sua indagine.
Un enigma irrisolto di significato, ma che rende lo spettatore consapevole della visione etnocentrica dela nostra cultura, solo le persone di subculture periferiche sono in grado di comprendere i testi. Questa mancanza di comprensione crea una certa ansia nello spettatore, come un senso di vuoto che ci obbliga a guardare l’immagine, apparentemente molto facile da capire, ma con un sacco di potenziale metaforico, coinvolgendoci ad un livello più profondo, inconscio.
La stessa ansia è creata attraverso la giustapposizione, nella sua ultima serie di lavori, dei paesaggi tradizionali romantici, con oggetti assolutamente non integrati per significato o per forme al paesaggio, come un costume da bagno femminile o delle, entrambi oggetti legati alla vita moderna, uno al desiderio, e l’altro con l’urgenza moderna di rendere tutto portatile.