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Silvia Celeste Calcagno

Nata a Genova nel 1974, vive ad Albissola. Il corpo è al centro della sua indagine artistica attraverso azioni ripetute, quasi ossessive. Il risultato è un muro, in senso letterale, composto di centinaia di scatti, inframezzati solo dal respiro del primo click con il successivo. Sono quelle che Calcagno definisce “constatazioni”, alla maniera di Gina Pane, ovvero la “constat photographique”. Il suo lavoro segue un processo di perpetuazione dell’immagine su grès dove l’impressione si corrode, consumando la leggerezza dello scatto, ottenendo così un risultato finale simile a postcard datate e neoromantiche. Nella mostra Not me, curata da Luca Beatrice al Museo di San Domenico di Imola nel 2014, le sue opere dialogano con la storia dell’arte e con i maestri del passato. L’artista crea con essi un confronto, fatto di rimandi ed evocazioni, attraverso la dimensione artistica del contemporaneo.
Tra le numerose mostre personali ricordiamo anche Interno 8, La fleur coupée alle Officine Saffi di Milano nel 2015, a cura di Angela Madesani e Mood, presso PH Neutro Fotografia Fine-Art di Pietrasanta nel 2014, ordinata da Luca Beatrice, che cura la monografia dedicata al suo lavoro, edita da Silvana Editoriale. Nel 2015 espone una monumentale installazione alla GNAM di Roma.
É vincitrice del 59° Premio Faenza nel 2015 e della Targa del Presidente della Repubblica al 58°Premio Faenza al MIC Museo Internazionale delle ceramiche in Faenza