Back to top
http://www.nuovagalleriamorone.com
ALFABETO BLANCO | GIOVANNI BLANCO

Nuova Galleria Morone presenta Alfabeto Blanco, una mostra di Giovanni Blanco (Ragusa, 1980) a cura di Gabriele Salvaterra.
Gioie oscure per un archivio Blanco. Quando si resta rinchiusi negli spazi fisici e mentali più asfittici, dove l’aria non circola per nulla, diventa vitale aggrapparsi a qualcosa, ricominciare con le azioni più basilari e anche stupide pur di trovare un appiglio grazie al quale uscire dal pozzo. Ci si rivolge al proprio archivio personale, a un Atlas privato, all’insieme di immagini che tra casualità, attenzione e pigrizia vengono accumulate e messe da parte per anni su banali supporti fotocopiati. Siamo di fronte alla pratica della ripetizione, al guardare alla realtà in maniera mediata, strategia ormai propria di una certa pittura contemporanea che trova più autentico descrivere il mondo attraverso i suoi simulacri che non guardandolo dritto negli occhi (e in fondo coinvolgere i simulacri in questa visione non è altro che un modo di guardare negli occhi in maniera più completa). Siamo di fronte a una reiterazione, al compimento di un ciclo auto-imposto che ha a che fare con la meditazione della preghiera: un salmodiare dalla mancata praticità che raggiunge il suo senso solo alla fine del percorso nella chiusura del cerchio rituale. Nel caso di Giovanni Blanco tali azioni duplicate non possono non riguardare anche una maestria e una virtuosa confidenza che rende questi tasselli archivistici preziosi come gioielli umor petrolio dal sentore cronachistico (ma che parlano di quale cronaca? Di quale attualità?). Ma non si può neanche fare a meno di notare che, forse per la prima volta, la serialità di un progetto claustrofobico ha anche abbassato il calore espressivo, ha raffreddato la temperatura esplicitamente autobiografica, traendone giovamento, ottenendo una misteriosa generalità a partire da una condizione che, al contrario, riguardava proprio la chiusura in se stessi. Dall’ombelico al cosmo.

Giovanni Blanco è nato a Ragusa nel 1980. Studia pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna con Massimo Pulini.
La sua ricerca espressiva si costella di un immaginario poetico concepito per cicli narrativi, dove ogni singola immagine è pensata come un frammento di un discorso più ampio, “plurale”, vivendo così l’esperienza della pittura come un mezzo e mai come un fine.
“Per me il quadro è un dispositivo aperto, portatore di sconfinamento e memorie, al fine di organizzare pensieri che sappiano restituire questo mio sguardo pluridirezionale.”
Attualmente vive e lavora a Modica (RG).

INAUGURAZIONE:
9 maggio 2024
DATE MOSTRA:
09.05 | 05.07.2024
A cura di:
Gabriele Salvaterra
Category:
Mostre, Passata