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Memorie dal sottosuolo | Rita Siragusa

Appropriarsi o riappropriarsi di uno spazio, per delimitare, allargare o rioccupare i confini fisici delle opere. Per gli spazi esterni creo sculture in ferro che assemblano “brani” di forme geometriche (che lo spettatore può completare o prolungare col pensiero), per gli interni esercito questo diritto, completando e prolungando i lavori con rotazioni, aperture, accenni di prospettiva. La forma geometrica dell’opera non basta a se stessa e necessita un ampliamento, come nel caso di una “proiezione” o di un’ apertura “a libro” o di un prolungamento che pare sfondare la stanza, entrare in quella vicina o soprastante. L’ opera non solo invade lo spazio circostante, bensì in parte lo accoglie riflettendo sulla superficie verniciata e lucida che ricopre l’acciaio. Alla forza espansiva va di pari in passo dunque anche una parte comprensiva, così come la rigorosa dualità del bianco del nero comprende anche l’eccezione passionale del colore rosso. La superficie, il processo e lo spazio sono dunque direttrici su cui si muovono, in un verso o in un altro, il discorso oscilla tra espansione e contrazione, tra apertura e chiusura, tra caos e ordine. Ogni elemento compositivo diventa sostanza impalpabile, luminosità riflettente e assorbente, essenza in perenne ricerca di equilibrio e direzionalità.

INAUGURAZIONE:
08 maggio 2014
DATE MOSTRA:
08.05 | 27.06.2014
ARTISTI:
Rita Siragusa
Category:
Passata, Project Room