Tracce di un dio distratto | Maria Lai
Nata nel 1919 a Ulassai (Ogliastra), allieva di Arturo Martini e Alberto Viani all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Lai - in tempi nei quali le artiste non viaggiavano e non godevano della credibilità del sistema dell’arte - sperimenta nuovi materiali, s’addentra nella poesia della terra e crea mondi fatti di stoffe, di fili, di pane, di legno, di tela. Dopo il successo nella capitale, durante gli anni Sessanta, Lai decide di tornare in Sardegna per liberarsi dalla mondanità. Ha bisogno di spazio, di vento, di pietre e solitudine. Il suo lavoro si nutre di legami ancestrali con l’isola e di una inesauribile “ansia di infinito”. “L’uomo – scrive Maria – ha bisogno di mettere insieme il visibile e l’invisibile perciò elabora...
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