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José Barrias

COLLEZIONISTA DI ECHI | José Barrias

La Nuova Galleria Morone presenta Collezionista di Echi, mostra personale di José Barrias, a cura di Elisabetta Longari. Il titolo dal carattere fortemente evocativo è estrapolato da uno scritto dello stesso Barrias che utilizza questa locuzione proprio per definire sé stesso, Il testo in questione sarà pubblicato nel catalogo che accompagnerà l’esposizione. La mostra stessa si configura come un’installazione in certo modo globale ed unica, costituita da opere che rappresentano una specie di eco visivo e concettuale le une delle altre. “Piccolo mondo, opera del 1995 rivista oggi in modo da risultare uguale ma diversa dalla prima redazione, si riflette, per echi, sulla parete di fronte, in un lavoro che in certo modo sembra essere la proiezione della sua stessa ombra,...

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STORIA DI UN’OMBRA | Antonio Marchetti Lamera

Quello di Antonio Marchetti Lamera è un desiderio di natura esistenziale: riuscire a fermare il tempo. Un’utopia, una chimera? Comunque un tentativo quotidiano che prevede l’utilizzo di mezzi diversi. Ognuno dei suoi lavori parte dalla fotografia, centinaia di scatti, attraverso i quali l’artista registra la realtà. Le immagini ottenute diventano, quindi, disegni, realizzati con la matita grassa, che vengono velati con una pittura cangiante di diverse sfumature: dal verde, al blu, all’azzurro, al viola, al rosso. L’ombra, protagonista della storia, è stata fotografata dall'equinozio di primavera del 21 Marzo del 2016 fino a quello del 21 Marzo 2017. Così l’artista ha registrato tutti i mutamenti della stessa per un anno solare. Il principio del tutto è la rotazione della terra intorno...

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Ettore Frani, Ricucire il cielo

RICUCIRE IL CIELO | Ettore Frani

Ricucire il cielo è il titolo della prima mostra personale milanese di Ettore Frani. L’esposizione, realizzata appositamente per gli spazi della galleria, è composta dall’ultimo ciclo di opere attraverso le quali l’artista, come sempre nella sua ricerca pittorica, indaga il volto e il mistero della Natura, con la quale l’uomo è da sempre in comunione. Come dice lo stesso Frani, è proprio in essa che l’uomo vede riflessa la propria componente materiale e spirituale e, meglio di ogni altra cosa, può restituirci il senso del nostro essere al mondo. In questa personale, Frani approfondisce la direzione pittorica del suo linguaggio, lavorando su alcuni elementi fondamentali che d sempre lo accompagnano: l’uomo in relazione e conflitto tra natura e spirito, la pittura...

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Fausta Squatriti, Se il mondo fosse quadro saprei dove andare..., Nuova Galleria Morone

SE IL MONDO FOSSE QUADRO SAPREI DOVE ANDARE… | Fausta Squatriti

La città di Milano rende omaggio all’artista Fausta Squatriti, che a Milano è nata nel 1941, con Se il mondo fosse quadro, saprei dove andare…, un progetto a cura di Elisabetta Longari articolato in tre mostre parallele. Alla Triennale di Milano, una selezione di venti opere ripercorre la ricerca dell’artista dai lavori di esordio – ancora sedicenne – fino ai recentissimi polittici polimaterici; alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, con la co-curatela di Francesco Tedeschi, prendendo spunto dalle opere di Fausta Squatriti nella collezione Intesa Sanpaolo, saranno esposte alcune grandi Sculture nere realizzate tra il 1972 e il 1985 e un nucleo di lavori degli anni ’80 mai esposti in Italia, a sintesi della sua ricerca sulla Fisiologia del quadrato;...

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Roberto Rizzo

MERIDIANI E PARALELLI | Roberto Rizzo

Meridiani e paralleli è il titolo della prima mostra personale di Roberto Rizzo, curata da Angela Madesani. Roberto Rizzo (1967) è un pittore nel senso più articolato del termine, al di là delle facili e comode etichette di “figurativo” o “astratto”. La sua ricerca, che prende il via a metà degli anni Ottanta, si pone sin dall’inizio in relazione dialettica con quanto lo circonda, ma anche con la storia dell’arte. La sua è una riflessione profonda, una presa di posizione complessa nei confronti di un panorama artistico sempre più compiacente. Viviamo in una situazione di consumismo esasperato, non solo in senso economico. La nostra è un’epoca inflazionata dalle immagini, che perdono, il più delle volte, di significato. Rizzo si pone sul cammino...

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Urpflanze

URPFLANZE, la natura dell’idea

La mostra prende origine dai principi nodali degli studi di J. W.Goethe, espressi in prevalenza nel testo: La metamorfosi delle piante (1790) e riguardanti le riflessioni sul rapporto che l’uomo stabilisce con la natura. Goethe, infatti durante i suoi studi botanici scopre che all’interno dell’infinita varietà e molteplicità della natura è presente un elemento unitario, primigenio; egli si convince che tutte le forme delle piante si possono far derivare da una pianta sola, una pianta originaria, formata da pochi elementi infinitamente mutabili e duplicabili. La pianta primordiale, la Urpflanze (così la chiama Goethe), ci consente di creare una sintesi tra il singolo e l’universo, tra il sensibile e l’ideale e ci premette di cogliere la legge interna al manifestarsi dei fenomeni. L’analisi...

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Alec Von Bargen

Man, Forgotten | Alec Von Bargen

In questo progetto, dal titolo molto incisivo: Man, Forgotten (Uomo, Dimenticato) presentato per la 56a Biennale di Venezia, l'artista Alec Von Bargen si immedesima come un contemporaneo Amleto, ponendosi in maniera autobiografica attraverso un dialogo di crescita speculativa con se stesso. Nel suo lungo girovagare nel mondo Alec von Bargen ha sempre posto l'uomo al centro della sua ricerca artistica: dapprima con la serie “The long walk home” esposta alla 54a biennale di Venezia che volgeva lo sguardo al tema sempre attuale dei rifugiati; successivamente con “Veritas Feminae” - esposta in numerose parti del mondo - ha dato voce – sempre attraverso immagini forti e cariche di tensione – alle donne 'emarginate', rispolverando anche delle figure archetipe. Con questo nuovo progetto colloca...

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LA SFIDA DI ARACNE, RIFLESSIONI SUL FEMMINILE DAGLI ANNI ’70 A OGGI

La sfida di Aracne, riflessioni sul femminile dagli anni ’70 a oggi

Da sempre, le donne sono state considerate le fedeli rappresentanti della Terra, nostra Madre Natura e origine feconda. Intuitivamente percepiamo questa analogia come vera, come qualcosa che incarna una realtà evidente e ci parla direttamente dell’Essenza del Femminile… Un’esposizione complessa, che indaga i diversi linguaggi della contemporaneità artistica attraverso il lavoro di 18 artiste. La rassegna, che prende in esame oltre quarant’anni di storia dell’arte, non deve essere intesa come una collettiva con i lavori di sole donne, ma come una riflessione sul lavoro di artiste che hanno indagato approfonditamente il tema in oggetto. Dai lavori di Body Art di Gina Pane a Louise Bourgeois, che ha fatto, nel corso degli anni, di questo tema il fulcro della sua ricerca. In mostra...

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Domenico Grenci

I’ll be your mirror | Domenico Grenci

In una quasi ossessiva indagine sul volto femminile, in ogni sua possibile declinazione, Grenci ne rappresenta l'irriducibile varietà, la sua unicità, il suo costante fascino, al di là delle manipolazioni del trucco che talvolta ne celano l'autenticità e l'intima verità. Le figure ritratte da Domenico Grenci fluttuano in una dimensione fuori dal tempo, priva di ogni riferimento materiale e contingente. La scena su cui insistono è il vuoto, privo di ogni riferimento spaziale o temporale, magneticamente abitato dalla donna. I volti femminili di Grenci paiono riaffiorare da una fotografia antica, corrosa dal tempo. È il bitume, materiale povero e paradossalmente greve, a creare un effetto di indefinito e di incompiuto straniamento, simile a quello evocato da un’immagine sfuocata o sbiadita. L’artista cerca di cogliere...

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Hubert Kostner

Cuts | Hubert Kostner

Nelle sue sculture e nei suoi quadri, l'artista prende spunto dal paesaggio che lo circonda, modificandolo fino a renderlo irriconoscibile, sperimenta sulle icone tradizionali della Val Gardena con diversi modi di lavorazione: taglia, ricompone in modo nuovo e diverso, aggiunge colore, toglie elementi, seziona in fette sottilissime, incolla, addiziona, sega, riveste, combina. Hubert Kostner scompone e critica realtà e le aberrazioni dell'ambiente segnato dal turismo, mette in discussione il concetto di artigianato, restituendo alle sculture unicità e originalità, imputa loro di aver perso la propria identità originaria. Gioca con le potenzialità di un materiale come il legno, che permette di interpretare le sculture anche come abbozzi, come esperimenti per un possibile approfondimento in stadi successivi. In questo procedimento, la comicità gioca un ruolo...

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